scritto/traduzione di : Sara Mostaccio

Giornata mondiale dell’ambiente – 5 Giugno 2007-06-11

L’ambientalista che mangia carne – una contraddizione in termini?

Basta poco per rendersi conti che in termini di terra, acqua ed energia è di gran lunga più conveniente vivere con alimenti provenienti dalle piante che non con i corpi di animali morti che devono nutrirsi  di
grandi quantità di piante per vivere e crescere.

Studi sulla salute di vegani (no prodotti animali), altri vegetariani (solo latte e uova) e di chi mangia carne hanno dimostrato senza alcun dubbio che gli esseri umani, bambini inclusi, possono essere in perfetta salute senza consumare prodotti animali.

La novità è la crescente consapevolezza del nostro impatto sui limiti ambientali del pianeta, e la diffusa ammissione da parte di autorevoli corpi internazionali che una delle ragioni di questa situazione è la
continua dipendenza – su larga scala, e crescente –dagli animali per il cibo.

Il riscaldamento globale è sempre più considerato come la sfida critica per il 21° secolo e il recente resoconto della FAO, “Livestock’s Long Shadow” (La lunga ombra del bestiame), elimina ogni dubbio relativo all’importanza delle nostre scelte alimentari affrontando questa questione:

“Il settore del bestiame emerge come uno dei due o tre fattori più significativi dei più seri problemi ambientali a  tutti i livelli, locale e globale.”

“Il settore del bestiame … è responsabile del 18% delle emissioni di gas a effetto serra misurati in CO2. Una quota più elevata rispetto a quella derivante dai trasporti.”

La domanda di carne e mangimi per il bestiame sta portando alla distruzione delle foreste che si accompagna al massiccio rilascio di biossido di carbonio. Il metano prodotto dai ruminanti è l’altro grosso
influsso del bestiame sui gas a effetti serra.

Nonostante la drammatica evidenza della necessità di cambiamento, molte organizzazioni restano convinte che il bestiame rimarrà sempre con noi. Pur riconoscendo l’impatto dannoso del bestiame sull’ambiente, la FAO si aspetta che il consumo mondiale di latte e carne raddoppierà entro il 2050.

Conoscono i problemi, e la soluzione è proprio lì di fronte a loro, ma sembra che i leader mondiali non siano in grado di immaginare un futuro senza la continua dipendenza da prodotti animali.

Tuttavia, se non siamo capaci immaginare un simile futuro E allo stesso tempo adottare misure urgenti perché ciò si avveri, non ci sarà affatto un futuro. Se compiamo il passo abbastanza velocemente possiamo concederci il lusso di guardare indietro agli errori delle passate generazioni dal punto di vista dell’unico futuro percorribile – dove un ambientalista che si nutre di carne sembrerà un concetto tanto assurdo come uno schiavista che crede nell’uguaglianza.

Renato Pilcher
Presidente
Unione Vegetariana Europea
www.euroveg.eu
president@euroveg.eu